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L'offensiva del governo contro le rinnovabili passa anche da mediaset

In questi ultimi tempi, da parte del governo, abbiamo assistito ad un durissimo colpo allo sviluppo delle energie rinnovabili, con il decreto Romani che ha di fatto mandato a casa circa 200.000 lavoratori impiegati in uno dei pochi settori che in controtendenza al periodo attuale di recessione, ha registrato una forte crescita economica ed occupazionale
Ormai è noto ed evidente, il governo punta al nucleare, e siccome le risorse non sono infinite, lo sviluppo del nucleare passa gioco forza per la fine delle rinnovabili.
In questa occasione non ci addentreremo più di tanto su quelli che sono i fortissimi interessi economici (di pochi e noti) dietro a questa scelta, nè tantomeno soffermarci sui rischi per la salute e per l'ambiente della tecnologia nucleare, ma vogliamo porre un freno ai colpi bassi che ci sono giunti da un potente organo di informazione, mediaset, attraverso i telegiornali, i blog e il tg satirico più seguito in Italia, Striscia La Notizia.
Già il giorno seguente il terremoto in Giappone, con le drammatiche immagini dei reattori in fiamme di Fukushima che iniziavano ad arrivare sui nostri schermi, il Tg5 si affrettava ad intervenire dando la parola a sedicenti esperti, che spiegavano come non ci fossero rischi, come le radiazioni non sarebbero arrivate sino a noi (perchè quel giorno il vento spirava verso il mare!!!), come il nucleare pulito e sicuro sia oggi possibile, considerando che i reattori giapponesi sono “vecchi”, insomma mediaset attraverso il suo telegiornale cercava di rassicurare un po' tutti, o, come si suol dire, di metterci una pezza.
I giorni a seguire, l'evoluzione drammatica degli eventi nipponici, ha evidentemente portato consiglio ai vertici mediaset: parlare bene del nucleare è controproducente, meglio iniziare a gettare fango e discredito sulle energie rinnovabili e sul fotovoltaico in particolare, soprattutto in provisione del prossimo referendum.
Ha cominciato il blog del TGCOM con la scoperta dell'acqua calda: chi paga gli incentivi? Da dove arrivano i soldi che hanno permesso la nascita di una industria italiana che ha dato lavoro, know-how e crescita competitiva in un settore fondamentale come quello energetico?
La grande rivelazione del Dottor Longhi non si riferisce a chissà quali illeciti giri economici, tangenti, fondi off-shore, potenti e misteriose lobby multinazionali...no...niente di tutto questo... la rivelazione scioccante è: gli incentivi li paghiamo noi cittadini tutti, con delle aliquote in bolletta. Ah...davvero? Il dottor Longhi però si dimentica di dire che in bolletta paghiamo tra le altre cose, anche per i termovalorizzatori o inceneritori che dir si voglia, o ad esempio per lo smantellamento delle centrali nucleari degli anni 80.
Ma soprattutto, se passa il nucleare, da dove arriveranno i circa 30 miliardi di euro necessari per la realizzazione delle centrali? Si tasseranno a vita solo i nostri politici forse? O alla fine come sempre saremo noi a pagare? E a pagare per il guadagno di chi? per lasciare il monopolio dell'energia in mano a chi?

Ma andiamo avanti, il secondo vergognoso servizio riguarda una presunta frode secondo loro facilmente attuabile, che consentirebbe di “sabotare” tramite un semplice ponticello il contatore di produzione, in modo da imbrogliare il GSE e farsi pagare molta più energia di quella realmente prodotta.E ancora una volta si pone l'attenzione sulla voce A3 in bolletta, rimarcando come a pagare siano tutti i cittadini, che non solo devono sobbarcarsi un aumento per incentivare il fotovoltaico, ma si ritrovano anche a pagare qualcosa per dei truffatori.
E' evidente come chi non sia particolarmente addentro alla situazione, inizi a storcere il naso e a vedere con cattiva luce il fotovoltaico, ma assodato che l'imbroglio esiste e può essere perpetrato in ogni campo...è davvero così facile?
NO, gli impianti sono monitorati elettronicamente e un impianto che deve produrre 3000kWh/anno non può produrne 4000, è impossibile, quindi scatterebbe subito il controllo del produttore che produce più kilowattora di quanti fisicamente possa produrne il suo impianto.
In ogni caso è giusto pensare a come stroncare sul nascere ogni tentativo di frode e a come rendere il più sicuri possibili questi sistemi, ma senza per questo approssimativamente indirizzare negativamente l'opinione pubblica, guarda caso proprio di questi tempi.
Per concludere vogliamo analizzare di preciso i costi in bolletta, per fare chiarezza su un argomento tirato in ballo troppo spesso in maniera propagandistica.
Nella bolletta del'energia, oltre il costo dell'effettiva energia consumata e delle relative imposte, incidono, per circa il 7% della spesa lorda del cliente , i cosiddetti oneri generali di sistema, nei quali compare proprio la voce A3 di cui parla il servizio di striscia.
La componente A3 non è però l'unica, e in complesso nenache la più gravosa (ma certamente attualmente è una delle più importanti e necessarie per lo sviluppo del nostro paese). Nell'anno 2010 questi oneri sono stati in totale 5.8 miliardi di euro, di questi, 2.8 miliardi sono stati destinati alle rinnovabili (eolico,geotermico e fotovoltaico).Quasi 400 milioni di euro sono stati destinati per lo smantellamento delle centrali nucleari, 1.2 miliardi per il tristemente noto CIP6, che prevede incentivi per fonti “assimilate” alle rinnovabili, rendendo l'Italia l'unica nazione ad incentivare l'energia prodotta dai termovalorizzatori (avete capito bene! In Italia i gestori degli inceneritori rivendono la “pulitssima” energia prodotta a prezzi maggiorati grazie all'applicazione del CIP6), 355 milioni ad agevolazioni per le Ferrovie dello Stato e addiruttura un miliardo di Iva sugli stessi oneri, che diventano così un bene o un servizio da noi acquistato.
Scagliarsi sul costo sociale degli incentivi appare quindi una maniera losca, un tentativo diffamatorio per aggirare un vero problema e influenzare l'opinione pubblica. Sul sito della Terna è possibile scaricare un pdf relativo ai valori effettivi di queste componenti tariffarie che riassiumiamo qui di seguito:

  • la promozione della produzione di energia da fonti rinnovabili (componente A3);
  • il finanziamento dei regimi tariffari speciali(componente A4);
  • il finanziamento delle attività di ricerca e sviluppo(componente A5);
  • copertura dei costi già sostenuti dalle imprese e non recuperabili in seguito alla liberalizzazione del mercato (componente A6);
  • copertura oneri per l'adozione di misure di tutela tariffaria per i clienti in stato di disagio economico e/o fisico (componente AS);
  • copertura meccanismi di perequazione dei costi di trasmissione, distribuzione e misura (componente UC3);
  • oneri derivanti da interventi per la promozione dell'efficienza energetica negli usi finali (componente UC7);
  • smantellamento delle centrali nucleari e misure di compensazione territoriale (componente A2 e MCT);
(per una lista completa di ogni voce, comprese le imposte, si può visitare la pagina : enel)
Vogliamo concludere analizzando un ultimo aspetto sulle centrali nucleari.
Ci viene detto da più parti che togliendo gli incentivi la gente pagherà di meno in bolletta(ma abbiamo visto di quanto), ma non ci viene detto quanto andremo a pagare di più se mai si dovessero costruire Centrali Nucleari, che solo per la loro realizzazione richiedono un investimento iniziale di 30 miliardi di euro.Da dove salteranno fuori questi soldi? Chi dovrà contribuire e in che misura? La risposta appare davvero scontata.
Sarà per noi davvero un sollievo avere eliminato l'aliquota per gli incentivi alle rinnovabili(che sta comunque diminuendo di anno in anno) e sostituirla magari con una aliquota destinata al nucleare? (o comunque con la maggiorazione del costo dell'energia).
Avremmo bloccato lo sviluppo di un settore che ha la potenzialità di rendere ciascuno di noi produttore di parte dell'energia di cui necessita e relegato l'intero sistema energia nelle mani di alcuni grossi monopolisti, energia tra l'altro ricca di implicazioni ambientali negative.
Attualmente il costo per kWh per l'energia prodotta dal nucleare è molto alto, con 6.1 centesimi di euro, e soprattutto non è destinato a scendere negli anni visto che viene utilizzata una tecnologia vecchia, ampiamente sviluppata e senza significativi margini di progresso, all'opposto delle energie rinnovabili, i cui costi stanno costantemente calando negli anni; continuando a sostenerle non sarà lontano il giorno in cui eolico, fotovoltaico e geotermico potranno camminare da sole sulle loro gambe.
La soluzione del futuro passa attraverso il risparmio energetico e l'utilizzo delle fonti alternative, che possono essere sviluppate da subito con investimenti molto minori, con benefici enormi sull'occupazione, sul futuro costo dell'energia per la comunità e senza la dipendenza dalle vicende internazionali, come la situazione Libica dimostra tristemente in questi giorni, e non da ultimo per raggiungere entro il 2020 gli obiettivi fissati dall'Europa con il famoso pacchetto clima-energia: 20/20/20.